Massaggi

Storia del massaggio

Le prime descrizioni su trattamenti quali i massaggi risalgono a oltre 4000 anni fa e, più precisamente, al popolo cinese e a quello indù.
L’Ayurveda, scienza indiana, utilizza tra i suoi mezzi: l’alimentazione, lo yoga e il massaggio per mantenere e ritrovare il proprio benessere ed equilibrio psicofisico.
La medicina tradizionale cinese vede il massaggio tra i suoi mezzi per combattere dolori e malattie e per fare prevenzione. Nota è la tecnica di riflessologia plantare.

Greci e romani

Più recentemente, nell’antica Grecia, Omero (VIII sec. a.C.) nell’Odissea parla del massaggio come di un trattamento terapeutico utile al recupero della salute dei guerrieri e Ippocrate (V secolo a.C ) padre della medicina occidentale, descrive in molti suoi scritti i benefici del massaggio. Egli lo considera (insieme all’alimentazione corretta, l’aria fresca, l’idroterapia, la musica, gli amici e il riposo) la panacea per tutti i mali.
Sempre in Grecia si fa la prima distinzione tra massaggio sportivo e massaggio terapeutico: il primo è legato principalmente ai giochi, mentre il secondo è legato alla medicina e ai rituali di guarigione nei templi.
Arrivando ai romani ricordiamo l’utilizzo del massaggio per le cure, la bellezza e il rilassamento degli ospiti nelle terme.

Dal Medioevo e Rinascimento in poi

Durante il periodo buio del medioevo ogni forma di contatto col corpo viene abbandonata, perché peccaminosa; così anche l’arte del massaggio viene dimenticata per diverso tempo fino al rinascimento, dove risorge e raggiunge il suo massimo splendore per mano del medico svedese Henrik Ling (XIX sec.)

Il massaggio come trattamento e terapia

La storia del massaggio si perde nella notte dei tempi e il suo utilizzo per lenire il dolore, la sofferenza o per eliminare la fatica e rilassare è probabilmente precedente a qualsiasi altra tecnica di cura, la prima forma di cura mai utilizzata dall’uomo.

Filosofia

Il dualismo: mente corpo.
La cultura occidentale ha concepito per molto tempo mente e corpo come entità separate.
Le radici della psicologia affondano nel pensiero platonico (400 a.C.). Da questo pensiero nasce la contrapposizione tra il mondo delle idee (intangibile) e la materia, il corpo.
Il pensiero dicotomico viene rafforzato da Cartesio (XVII sec.) e fino ad oggi ha influenzato, insieme alla cultura cattolica, il pensiero del mondo occidentale.
Da queste basi si è creata una netta divisione tra mente e corpo e questo dualismo ci porta a concepire l’essere umano come un insieme di organi con distinte funzioni perdendone il senso di unicità.
Nella cultura orientale mente e corpo sono visti come aspetti inseparabili.
In particolare nella filosofia Buddista per unicità non s’intende che corpo e mente siano identici, ma che non siano separati, essi sono considerati entità distinte di uno stesso essere vivente che dialogano e interagiscono.
Tra gli approcci più moderni in ambito medico si cerca di colmare questa distanza con la medicina integrativa, l’approccio olistico, o la psicosomatica.
Ciò che emerge da questi nuovi approcci è la necessità di un lavoro interdisciplinare, nel quale l’essere umano venga preso in considerazione nella sua interezza, in un’ottica di cura alla persona e non della malattia.

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